Una casa pensata per durare deve adattarsi anche alle abitudini che cambiano. Se oggi hai un’auto elettrica, o pensi di averne una in futuro, conviene considerare la ricarica già quando si disegnano garage, posto auto e impianto elettrico. La predisposizione giusta dipende dall’uso reale dell’auto e dalle caratteristiche dell’abitazione: non esiste una potenza o una wallbox valida per tutti.

1. Parti dal posto auto, non dal catalogo delle wallbox
Il primo passo è decidere dove l’auto sosterà più spesso. Nel progetto vanno valutati la distanza dal quadro elettrico, il percorso dei cavi, la posizione del connettore sull’auto, lo spazio per muoversi e l’eventuale protezione dagli agenti atmosferici. Se in futuro potrebbe arrivare una seconda vettura, vale la pena discuterne ora con il progettista: predisporre un passaggio per i cavi durante i lavori può essere più semplice che intervenire su un’autorimessa finita.
2. Valuta la potenza insieme agli altri consumi della casa
Riscaldamento, piano a induzione, climatizzazione e ricarica possono funzionare nelle stesse ore. Per questo la potenza disponibile va valutata considerando l’intero impianto e le abitudini della famiglia, con un professionista abilitato. La ricarica privata può rientrare nella fornitura domestica dell’abitazione: un secondo contatore non è automaticamente necessario, come chiarisce ARERA nella definizione di utenza domestica.
Alcune wallbox permettono di modulare la ricarica in base agli apparecchi accesi, tramite gestione dinamica del carico. ARERA descrive anche modelli capaci di tenere conto della produzione fotovoltaica locale. Queste funzioni vanno verificate sul dispositivo scelto e nel progetto dell’impianto: non sono presenti in ogni installazione.
3. Fotovoltaico e auto elettrica: una buona domanda da fare in fase di progetto
Se la casa avrà un impianto fotovoltaico, chiedi come coordinare produzione, consumi domestici e ricarica. La possibilità di usare l’energia prodotta sul tetto dipende anche da quando l’auto è parcheggiata, dalla stagione e dalla gestione dei carichi. È utile valutare questi elementi insieme; non si può promettere che l’auto si ricarichi sempre con la sola energia solare. Per impostare queste scelte, leggi anche la nostra guida a fotovoltaico e accumulo per una nuova casa.
4. Impianto e sicurezza richiedono una verifica specifica
La ricarica è parte dell’impianto elettrico, quindi posizione, circuito, protezioni e documentazione devono essere definiti da tecnici qualificati. Per le autorimesse soggette ai controlli di prevenzione incendi occorre considerare anche le linee guida dei Vigili del Fuoco per le infrastrutture di ricarica. La soluzione concreta cambia in base all’edificio: una guida online non sostituisce la verifica dell’installatore e del progettista.
Le cinque domande da portare al progettista
- Dove sarà parcheggiata l’auto e quale percorso faranno i cavi?
- Quali altri apparecchi elettrici saranno usati nelle ore di ricarica?
- Serve una gestione dinamica del carico o una predisposizione per una seconda auto?
- Come potrà dialogare la ricarica con l’eventuale fotovoltaico?
- Quali verifiche, protezioni e documenti saranno previsti per il caso specifico?
Al 6 ottobre 2026, la pagina ARERA sulla sperimentazione per la ricarica notturna e festiva indica il 30 giugno 2026 come termine per presentare domanda. Prima di mettere a budget incentivi o condizioni agevolate, verifica sempre se esistono misure attualmente accessibili e quali requisiti si applicano.
Se stai progettando una nuova abitazione, integrare queste scelte fin dall’inizio rende più chiaro il confronto tra le soluzioni. Scopri come impostiamo il percorso nelle nostre case in legno su misura e approfondisci il tema delle tecnologie per comfort ed energia.